AULA DIDATTICA DECENTRATA E DINTORNI APPUNTI PER UNA DISCUSSIONE
Il concetto di S.F.I. come traguardo della politica scolastica e culturale italiana per il 2000
Il Laboratorio Città dei bambini e delle bambine può svolgere una funzione importante, in una prospettiva di sistema formativo integrato, che preveda l’interazione e la reciprocità formativa tra scuola e ambiente, tra il “dentro scuola” e cultura del “fuori scuola”. Come può essere definita a San Giorgio a Cremano questa reciprocità? Aula decentrata quale organizzazione? La rottura dello schema – quale definizione?
L’ambiente, la città, il paesaggio, come sede e banca dei linguaggi, della storia di cui può essere testimone il bambino, sono per eccellenza l’aula didattica decentrata (“il mattone e il ciuffo d’erba” il primo libro di lettura e di scrittura dell’ambiente e della città)
La sede del Laboratorio Città dei bambini e delle bambine come aula decentrata non significa certo utilizzarla come un contenitore vuoto che di volta in volta si riempie e si svuota
La visita a Villa Falanga sede del Laboratorio Città dei bambini e delle bambine è sempre un “evento”
I bambini devono essere accolti ed, in qualche modo, lasciare un traccia del loro passaggio
Il Laboratorio deve accoglierli e presentare i saperi che altri bambini o adulti hanno depositato in esso, nel corso degli anni, sotto forma di prodotti, immagini, racconti, storie, materiali, ecc.
Il laboratorio deve configurarsi non tanto come il luogo diverso dalla scuola quanto il luogo del possibile, dove cioè la prospettiva dei bambini si può fare e si è fatta realtà concreta (arredi, e prodotti di arredo, strumenti dei vari laboratori, ecc.)
La mostra 2000 VESUVI deve essere organizzata e sistemata come work in progress.